Sentite il profumo di caffè?
Si può tornare davvero indietro nel tempo?
“Da adesso in poi, che ne è del futuro?”
“Be’ visto che il futuro non è ancora successo,
credo proprio che dipenda da te”
Una piccola caffetteria dal sapore vintage, aperta nel 1874 e venuta alla ribalta anni fa per una leggenda metropolitana, fa da scenario alla storia raccontata in questo libro uscito in Italia nel marzo 2020. All’interno del caffè si respira un profumo di antico, come se il tempo si fosse fermato. I tre orologi appesi alla parete indicano orari completamente differenti. Quasi a voler far perdere il senso del tempo ai clienti. Il locale è piccolo, può contenere al massimo nove clienti: ha infatti, tre tavoli da due persone e tre sgabelli al bancone. Essendo un locale seminterrato, la sola illuminazione è quella proveniente dalle lampade appese alle pareti che emanano una luce color seppia, che contribuisce a dare al locale un’aria retrò.
Si può tornare davvero indietro nel tempo?
No … no, non è una domanda! Questa è un’affermazione: si può tornare davvero indietro nel tempo! Almeno di questo sono convinti i protagonisti del romanzo.
Basta rispettare queste cinque regole:
- Le uniche persone che si possono incontrare nel passato sono quelle entrate nel caffè.
- Qualunque cosa si faccia quando si è nel passato, non si può cambiare il presente.
- Per tornare nel passato, bisogna sedersi solo e unicamente su quella sedia.
- Quando si torna nel passato bisogna restare su quella sedia e non ci si può muovere da lì.
- C’è un limite di tempo. Il ritorno al passato comincia dal momento in cui si versa il caffè nella tazza. E occorre bere tutta la tazza prima che il caffè si raffreddi.
Quattro storie otto protagonisti:
Fumiko Kiyokawa, una ragazza intelligente e dedita al lavoro. Dopo la laurea aveva trovato lavoro in un’azienda di informatica medica. Era a lavoro che aveva conosciuto Gorō Katada, un ingegnere dei sistemi anche lui. Si erano fidanzati ma lui la lascia per andare a lavorare in America. E così Fumiko, vuole tornare indietro nel tempo per potergli dire tutto quello che non gli aveva detto durante il loro ultimo incontro. Seguendo le regole, riesce ad andare nel passato e si trova seduta su quella sedia e vede Gorō. I due si parlano e il ragazzo le dice di aspettarlo per tre anni, quando lui sarebbe tornato da lei.
Kotake, un’infermiera cliente abituale della caffetteria, che viaggia indietro nel tempo per poter leggere una lettera che suo marito Fusagi le ha scritto ma non le ha mai consegnato. Una lettera di amore?! Beh si in effetti è proprio una dichiarazione di amore di suo marito che affetto da alzheimer ha paura che sua moglie non si senta più sua moglie e si limiti a fargli da infermiera. Lui vuole che lei sappia che la ama più di ogni altra cosa anche se con il tempo non sarà più in grado di ricordarsi il suo nome.
Yaeko Hirai cliente abituale del bar, che gestiva uno snack bar vicino alla caffetteria. Anni prima aveva lasciato la sua famiglia e da allora non aveva più voluto vedere nessuno. Ma Kumi, sua sorella almeno una volta al mese raggiungeva Hirai per convincerla a tornare a casa. Hirai spesso evitava di incontrare la sorella trovando varie scuse. A seguito di un incidente stradale, dove Kumi perde la vita, Hirai torna nel passato per parlare con sua sorella e chiederle scusa per il suo comportamento. E così scopre che il desiderio più grande di Kumi era quello di avere Hirai al suo fianco a gestire la locanda di famiglia.
E infine c’è
Kei Tokita, la moglie di Nagare, malata di cuore che sceglie di mettere al mondo sua figlia sapendo che avrebbe rischiato la vita. Lei va nel futuro (e si perché alla fine si scopre che si può andare anche nel futuro, ma solo per una volta!) per vedere e conoscere sua figlia Miki. Il loro incontro è commovente e tenero, è pieno di quell’amore che solo una madre prova nei confronti dei figli. Un amore immenso che la porta a scegliere la vita di sua figlia, pur sapendo che lei non la potrà crescere
A che serve andare nel passato se non si può cambiare il presente?
Quella sedia non avrà il potere di cambiare il presente, ma cambia il cuore delle persone che possono iniziare a vivere il futuro con un approccio nuovo!
Alla fine il senso del romanzo credo sia racchiuso in questa citazione:
“Da adesso in poi, che ne è del futuro?”
“Be’ visto che il futuro non è ancora successo, credo proprio che dipenda da te..”
A quanti di noi è capitato di pensare “Se potessi tornare indietro?”, perché magari abbiamo un rimpianto oppure ci siamo pentiti di un’azione fatta o di una frase detta. Purtroppo il passato non si può cambiare e neppure il presente, ma si può provare a scrivere un futuro nuovo!
Devo ammettere che alla fine questo libro mi è piaciuto davvero! All’inizio ho fatto fatica a leggerlo, il ritmo è lento e la storia mi è sembrata folle! Andando avanti con la lettura il ritmo è cambiato e mi ha appassionato! In particolare le ultime due storie sono quelle che mi hanno emozionato di più!
Novità dell’autore: il 14 gennaio è uscito “Basta un caffè per essere felici”.
Curiosità: Nel 2018, il regista giapponese Ayuko Tsukahara ha diretto il film ispirato al romanzo “Cafè Funiculì Funiculà“.
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