Libri,  Scrittori emergenti

Il cognome delle donne

“Lo sapete, vero, che il cognome delle donne è una cosa che non esiste. Portiamo sempre quello di un altro maschio.”

In attesa di conoscere chi si aggiudicherà la 73^ edizione del Premio Bancarella, che sarà proclamato domani, domenica 20 luglio a Pontremoli, vi voglio parlare del libro che ha vinto tale premio nel 2024 “Il cognome delle donne”. Aurora Tamigio, nata a Palermo nel 1988, scrittrice e copywriter che da tempo vive a Milano, con il suo libro di esordio si è aggiudicata il prestigioso premio letterario istituito nel 1953 a Pontremoli, a opera dei librai e venditori di libri su bancarelle. Il premio assegnato annualmente l’ultima settimana di luglio ha visto lo scorso anno tornare a salire sul primo gradino del podio un libro edito da Feltrinelli, era dal 1961 che la casa editrice non si aggiudicava il premio (vinse André Schwarz con il libro “L’ultimo dei giusti”). Il premio diventato ormai uno dei concorsi più attesi dell’anno ha visto premiare libri come “Il vecchio e il mare”, “Il dottor Zivago”… 

 

Ho letto “Il cognome delle donne” lo scorso anno, la storia di Rosa che negli anni Venti del secolo scorso incontra Sebastiano Quaranta e scappa con lui è una delle saghe familiari che più mi hanno colpito. Questo libro ha il sapore di una storia vera nella quale molti di noi potranno trovare dei tratti a comune con la propria famiglia. Il libro non è solo il racconto di una storia di una famiglia siciliana ma illustra uno spaccato dell’Italia del sud per oltre 50 anni, dagli anni Trenta agli anni Ottanta del secolo scorso. 

Rosa e Sebastiano aprono un’osteria, che negli anni diventa un punto di riferimento per la zona, nascono i figli Fernando, Donato e Selma la più piccola. Ma la guerra si prende ciò che Rosa ha di più caro, Sebastiano, che dalla guerra non torna, lasciando Rosa sola a crescere i figli con un’osteria da mandare avanti. 

Rosa cresce così i suoi figli nell’amore e nel ricordo del marito. Sarà sempre alla foto di Sebastiano, posta sul comò in camera, che Rosa rivolge lo sguardo ogni sera prima di andare a dormire. Ma se Rosa è una donna forte e combattiva capace di farsi spazio in un mondo patriarcale, cresciuta a botte e malversazioni da parte del padre, Selma è l’esatto opposto della madre.

“Rosa guardava sua figlia, così mite e simile al padre, e pensava che no, non era una bella eredità, quella. un uomo gentile, che non si arrabbiava mai e che non sapeva come esse cattivi, era una buona cosa. ma una giovane femmina con quelle stesse doti era una sciagura nera.”

 

Esile, mite e semplice e quando incontra Santi Maraviglia lo sposa, nonostante il parere contrario della madre e dalla loro unione nascono tre figlie: Patrizia, Lavinia e Marinella. Ma dal momento in cui Santi diventa il capofamiglia nascono i guai e i problemi. É curioso vedere come le tre figlie troveranno il modo di farsi spazio nel mondo, ognuna con il proprio carattere e le proprie aspirazioni.

 

Se non lo avete ancora letto, potreste approfittare delle prossime vacanze estive per scoprire una nuova autrice!

Ed ora in attesa di sapere chi si aggiudicherà il prossimo premio bancarella, vi auguro un buon sabato!

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