Curiosità,  Libri

Passo dal bar e prendo un libro

Non si tratta di un errore di battitura il mio! In tutte le regioni d’Italia infatti, esiste dal 2017 una rete per il recupero e la condivisione gratuita dei libri. Vi è mai capitato di andare al bar, in ferramenta, al parco o di recarvi a casa di un’amica e di trovare nell’atrio del suo condominio un piccolo scaffale con dei libri sopra?

Se vi è capitato, beh allora dovete sapere che vi siete trovati davanti al progetto “Prendi un libro, lascia un libro”. Un progetto diventato ormai una realtà italiana. Una rete presente in tutte le regioni d’Italia, che ha messo in circolo più di 300.000 libri, distribuiti in oltre 1.500 punti di 350 città del nostro paese.

Una vera e propria libreria diffusa, che si basa sul lavoro di molti volontari che per amore della cultura hanno creato dei punti protetti in cui lasciare i libri a disposizione di tutti.

Il suo fondatore, Giuseppe Rapisarda, mi ha raccontato che la sua idea è nata prendendo spunto dalle realtà presenti all’estero. Giuseppe, uomo dai mille interessi, ha iniziato creando dei punti di distribuzione nella sua città, Belpasso, pensava che sarebbe riuscito a crearne solo alcuni, al massimo due o tre. In realtà il suo progetto si è diffuso in tutta Italia in poco più di 4 anni e nella sua città, un paese di 18000 abitanti alle pendici dell’Etna, ci sono ormai 34 punti di distribuzione.

A differenza del bookcrossing, dove i libri vengono dotati di un codice identificativo unico che consente di seguire il libro in tutti i suoi spostamenti, per aderire a questo progetto basta prendere un libro e portalo in uno dei punti presenti sul territorio e lasciarlo a disposizione di chi vorrà leggerlo. Esiste una sola regola: per prendere un libro, bisogna lasciarne un altro, tutto qui!

Ma dove si trovano questi punti di distribuzione? I volontari, al fine di consentire a tutti di trovare il punto di distribuzione più vicino al luogo dove viviamo, lavoriamo o studiamo hanno creato una mappa interattiva che potete consultare di seguitosi 

Non esiste ancora un punto di distribuzione presso la vostra la città? Allora se vi va potete ospitarlo voi magari nell’atrio del vostro condominio oppure nel bar sotto casa o al panificio dove vi recate abitualmente. Basta mettere a disposizione uno spazio con alcuni libri e sicuramente presto si riceveranno altre donazioni.

Mentre parlavo con Giuseppe, pensavo agli aspetti positivi di questo progetto.  Il primo a cui penso è legato al fatto che distribuendo capillarmente i libri in posti quali negozi, sedi di associazioni…sicuramente si riesce a raggiungere un numero maggiori di persone. Ma non solo, pensate a tutti coloro che non hanno spazio in casa, oppure si devono trasferire e non possono portarsi dietro i loro libri. Invece di portarli all’isola ecologica e gettarli via, questi libri potranno andare nelle case di chi è pronto a leggerli e ad accoglierli. Infine, questo progetto aiuta a tenere pulito e curato il luogo in cui si trova il punto di distribuzione. Pensate a quei punti presenti nei parchi pubblici o comunque in luoghi aperti al pubblico. I volontari e i fruitori recandosi al parco avranno la possibilità di controllare che lo scaffale non sia stato rotto e che i libri non siano danneggiati. Ed avranno cosè la possibilità di far rivivere aree abbandonato e luoghi in disuso: penso a vecchie cabine telefoniche (ormai oggetti rari!) o a parchi in quartieri periferici delle nostre città.

Ma la cosa che mi ha colpito di più è il fatto che non siano le persone a recarsi dai libri, ma che siano i libri ad avvicinarsi alle persone. In un paese come l’Italia dove il numero dei lettori negli ultimi anni rimane stabile e dove solo il 40% della popolazione legge almeno un libro all’anno (dati del 2019 fonte Istat, qui il link per chi vuole approfondire https://www.istat.it/it/files//2021/01/REPORT_LIBRI-REV_def.pdf) ha bisogno di progetti come questi per promuovere la cultura.

Un progetto culturale che rispetta l’ambiente e che aiuta a diffondere i libri e a portarli in luoghi che frequentiamo quotidianamente. Sono felice di aver conosciuto Giuseppe e il suo progetto.

Se anche a voi è piaciuto il suo progetto aiutatemi a diffonderlo e a farlo conoscere!

Questi i contatti social della rete:

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