Libri

La banalità del bene

“Lei che cosa avrebbe fatto al mio posto?”

Ricordo oggi, nel 29 esimo anno dalla sua scomparsa, Giorgio Perlasca. Voglio parlare di lui e della sua storia attraverso il libro di Enrico Deaglio “La banalità del bene.” 

Il nome di Giorgio Perlasca oggi è familiare a molti, ma per oltre mezzo secolo la sua storia rimase nell’oblio. Fu merito di un gruppo di donne, ebree ungheresi, ragazzine durante le guerra che si misero alla ricerca di questo uomo che gli aveva salvato la vita. 

Deaglio racconta la vicenda di Perlasca, nominato Giusto tra le nazioni, partendo dal primo incontro con quest’uomo avenuto nell’autunno del 1989, nella sua casa di Padova.

Perlasca da giovane aveva aderito all’ideologia fascista partecipando come volontario alla guerra in Etiopia e in Spagna. Ma l’alleanza di Mussolini con Hitler e l’emanazione delle leggi razziali iniziarono a far vacillare le sue convinzioni. Perlasca, nei mesi finali della Seconda guerra mondiale si trovava a Budapest con lo status di diplomatico come commerciante per un’azienda italiana, con il compito di acquistare carne per l’esercito italiano. 

Dopo l’8 settembre Perlasca rifiutò di aderire all Repubblica sociale italiana e fu internato. Riuscì  a fuggire dalla prigionia e a rifugiarsi presso l’ambasciata spagnola assumendo una nuova identità come cittadino spagnolo. 

Perlasca iniziò a collaborare con l’ambasciatore Angel Sanz Briz per proteggere gli ebrei della città. Grazie all’esistenza di una legge che attribuiva agli ebrei sefarditi il diritto di ottenere la cittadinanza spagnola l’ambasciatore emise salvacondotti e lettere di protezione internazionale per proteggere gli ebrei.  Il coraggio di Perlasca fu eccezionale nel momento in cui l’ambasciatore dovette lasciare la sede diplomatica. Perlasca infatti, si finse il nuovo rappresentante spagnolo riuscendo  a proteggere e a salvare migliaia di ebrei. 

“Dunque perché lo fece?”

“Perché non potevo sopportare la vista di persone marchiate come degli animali, di vedere uccidere bambini. Credo che sia stato questo, non credo di essere stato un eroe. “

 Avrebbe potuto mettersi in salvo invece decise di aiutare migliaia di persone mettendo in pericolo la sua vita. 

Un racconto scritto in maniera semplice che ripercorre la storia di un uomo straordinario.

Un gesto di un altruismo sconfinato da ricordare. 

Curiosità: dal libro é stato tratto il film “Perlasca. Un eroe italiano” andato in onda sulla RAI nel 2002. Ad interpretare i panni di Perlasca il grandissimo attore Luca Zingaretti. 

Avete letto il libro oppure avete visto il film?

Chi di voi conosce la storia di Perlasca ?

 

 

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