Le piccole libertà
“Il pacco se ne sta sulla mia scrivania, avvolto in una pagina di giornale cinese. C’è pure un biglietto. La penna è scivolata sulla busta frettolosamente, rendendo il mio nome appena leggibile”
Oliva, vive la vita che i suoi genitori avevano programmato per lei. Dopo la laurea in economia sta per raggiungere il tanto desiderato contratto a tempo indeterminato presso una grande azienda produttrice di barrette energetiche – settore marketing. Lei che grazie a sua zia Vivienne aveva scoperto l’arte della pasticceria e del teatro e che fin da piccola sognava di diventare una grande pasticciera, si ritrova a fare i conti con numeri e percentuali. Costretta a fare di questa sua grande passione per la pasticceria soltanto un passatempo, peraltro poco apprezzato dai suoi genitori. Fidanzata con Bernardo, il genero che tutti i genitori desiderano per le proprie figlie, giovane avvocato, con la passione per il mare e i ristoranti gourmet. Una vita apparentemente normale e serena.
Nessuno sa, neppure Bernardo, che Oliva soffre di attacchi di tachicardia, la notte non dorme, si abbuffa di nascosto mangiando schifezze aspettando invano che la sua vita cambi. Racchiusa tra ciò che i suoi si aspettano per lei e ciò che lei avrebbe voluto diventare.
Ma quel pacco trovato sulla scrivania del suo ufficio quella mattina le farà fare una scelta che lei per prima non si sarebbe mai aspettata. Si troverà così a Parigi in un fine settimana di primavera dalla zia Vivienne, zia che non vedeva più da moltissimi anni e con la quale non aveva più rapporti. L’appuntamento è alla Shakespeare and Company, la famosa libreria inglese situata sulle rive della Senna, di fronte a Notre – Dame. Luogo di incontro di scrittori, giornalisti e lettori. Ma a questo incontrò la zia non si presenterà. Qui sarà accolta da Parigi, dall’aria frizzante di primavera, dai tumbleweeds, che le faranno capire che la vita che vogliamo spetta a noi costruirla.
“Hai diritto di tradire le aspettative. Le aspettative appartengono agli altri, non a te. Sei libera di essere ciò che credi.”
Una verità inaspettata, che le viene rivelata solo alla fine del suo viaggio e dopo alcune peripezie, sarà per Oliva la scintilla che le farà stravolgere la sua vita. La sua vita, piatta da molti anni, si risveglierà all’improvviso mettendo Oliva di fronte a delle scelte importanti che sarà in grado di effettuare solo rispettando i suoi desideri.
” Ci sono tante piccole libertà, che ci cambiano per sempre, Oliva. Perché tante piccole libertà ne fanno una grande.”
Un libro che vale la pena leggere per molti motivi: due in particolare. Il primo per la sua ambientazione: mi è sembrato di essere veramente al Café de Flore con Oliva, ad assaporare Macaron sul Pont des Arts… in Camargue ad osservare i fenicotteri.
E per il finale, il ritmo lento della prima parte del libro diventa veloce e incalzante nel finale.
E sarà solo alla fine del romanzo che Oliva comporrà la verità sulla storia della sua famiglia. Come un puzzle, unirà tutti i tasselli e riuscirà a vedere il quadro completo. Un quadro sicuramente doloroso e triste ma autentico e profondo.
Un libro da leggere che ci fa viaggiare nella Parigi dell’arte, della cultura e dei libri!
La Shakespeare and Company è l’altra vera protagonista del libro, insieme ad Oliva, porteranno il lettore a ricordare autori come Anaïs Nin, Henry Miller. Nella libreria vige una sola regola ”Aiutare in libreria qualche ora e leggere un libro al giorno”. Un sogno per gli amanti dei libri, come me, che invidiano Oliva per l’opportunità che ha avuto di conoscere il magico mondo dei tumblewoods e della Shakespeare and Company.
“Ciò che si sceglie è quello che ci piace“.
Curiosità: la scrittrice nel 2011 è stata ospite di George Whitman nella Shakespeare and Company qualche anno fa provando questa fantastica esperienza.
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