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Cambiare l’acqua ai fiori

“Indosso l’estate sotto l’inverno e, quando sono sola, mi tolgo l’inverno.” 

Quanti di noi hanno l’estate sotto l’inverno? Violette Toussaint, la protagonista del libro “Cambiare l’acqua ai fiori” è una donna che indossa l’estate sotto l’inverno. Sotto i suoi vestiti grigi e scuri, quando è sola, prendono forma abiti colorati e allegri.
Quanti di noi nascondono chi sono realmente dietro all’immagine che gli altri si sono fatti di noi?
La storia di Violette è piena di dolore, ma è anche una storia piena di speranza. Insegna che dal dolore non si può scappare, si può solo imparare a conviverci, e prima o poi con il passato occorre farci i conti.
“Cambiare l’acqua ai fiori” è la storia di donna che è caduta molte volte ma ha sempre avuto la forza di rialzarsi con la gentilezza, l’amore verso gli altri e verso se stessa.

“Mi tengo dritta, è una mia peculiarità. Non mi sono mai piegata, neanche nei periodi di maggior dolore. Spesso mi chiedono se abbia fatto danza classica. Rispondo di no, che è stata la quotidianità a darmi una disciplina, a farmi allenare ogni giorno alla sbarra e sulle punte”

Il lettore conosce la storia di Violette pagina dopo pagina, tra il racconto della vita presente della donna e i ricordi del suo passato.

Violette è la guardiana del cimitero di Brancion-en-Chalon, un piccolo paese della Borgogna.

“I miei vicini non temono niente. Non hanno preoccupazioni, non si innamorano, non si mangiano le unghie, non credono al caso, non fanno promesse né rumore, non hanno l’assistenza sanitaria, non piangono, non cercano le chiavi né gli occhiali né il telecomando né i figli né la felicità.
I miei vicini sono morti.
L’unica differenza che c’è fra loro è il legno della bara: quercia, pino, mogano.”

Cambiare l’acqua ai fiori, sistemare i vialetti del cimitero, coltivare l’orto, vedere le stagioni che passano, accudire i suoi gatti sono tutte attività che Violette compie per sopravvivere al dolore e al suo passato. La sua casa adiacente al cimitero è piena di gentilezza e di calore. È qui che accoglie i tanti che si fermano da lei per raccontarle i ricordi dei propri cari e bere una tazza di caffè o un cordiale. È qui che si fermerà Julien Seul, un poliziotto che da Marsiglia irrompe un giorno nel tranquillo cimitero di Brancion-en-Chalon per sapere come mai sua madre vuole essere sepolta accanto a un altro uomo nel cimitero dove è guardiana Violette. Sarà grazie a questo incontro che Violette farà i conti con il proprio passato e la sua vita prenderà una piega inattesa.

Nessuno sa molto del passato di Violette, i vari tasselli della vita della protagonista si uniranno solamente alla fine del libro, quando il lettore scoprirà la verità.

Una storia che si dipana fra presente e passato, fra la vita della protagonista e la vita delle tante persone che incrocia nel suo cammino: i tre necrofori – Nono, Gaston e Elvis – i tre fratelli delle pompe funebri Pierre, Paul e Jacques Lucchini, padre Cédric Duras, Célia, Iréne Fayolle, Luc e Françoise Pelletier.

“Forse i cimiteri sono pieni di epitaffi proprio per questo, per scongiurare il destino del passare del tempo, per aggrapparsi ai ricordi. Quello che preferisco è: La morte comincia quando nessuno può più sognare di te. E’ sulla tomba di Marie Deschamps, una giovane infermiera deceduta nel 1917. Pare che sia stato un soldato a deporre la targa nel 1919. Ogni volta che ci passo davanti mi chiedo quanto a lungo l’abbia sognata.”

Un libro che merita di essere letto. Quando l’ho finito di leggere ho avuto la sensazione che Violette mi mancasse, come manca la compagnia di un amico. Un libro che insegna che anche se la vita è dura, la vita vincerà sempre sul dolore e merita sempre di essere vissuta.

“Da qualche mese…ascolto sempre le stessa canzone. Copre tutto il resto, tutti i mormorii della mia mente. E’ una canzone di Vincent Delerm che ascolto a ciclo continuo e che si intitola: La vie devant soi, la vita davanti a sé. “

Curiosità: “Cambiare l’acqua ai fiori” è uscito nel febbraio del 2018 ed ha vinto il Prix Maison de la Presse dello stesso anno. La sua autrice Valèrie Perrin lavora da sempre nel mondo dell’arte e per anni è stata fotografa di scena delle più importanti produzioni cinematografiche francesi. Questo è il suo secondo libro, nel 2016 ha pubblicato “Il quaderno dell’amore perduto” e lo scorso anno “Tre”.
Conoscete questo libro, lo avete letto?
Avete letto altro di questa famosa scrittrice?

Leggo sempre con piacere i vostri commenti! 

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