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La canzone di Achille

“Cantami, o Diva, del Pelìde Achille

l’ira funesta che infiniti addusse

lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco

generose travolse alme d’eroi,

e di cani e d’augelli orrido pasto

lor salme abbandonò (così di Giove

l’alto consiglio s’adempía), da quando

primamente disgiunse aspra contesa

il re de’ prodi Atride e il divo Achille.

E qual de’ numi inimicolli? Il figlio

di Latona e di Giove. Irato al Sire

destò quel Dio nel campo un feral morbo,

e la gente pería: colpa d’Atride

che fece a Crise sacerdote oltraggio.”

Iliade, Omero

Si può rendere umano un semidio come Achille? Si può rendere giustizia a Patrocolo passato alla storia come un personaggio secondario, ucciso da Ettore, raccontando la storia attraverso le sue emozioni? Si può riuscire a raccontare una storia d’amore come quella tra Achille e Patroclo?

Non lo so se altri ci sono riusciti, di sicuro Madeline Miller ce l’ha fatta!

L’autrice, statunitense, un dottorato in lettere classiche alla Brown University e un passato come insegnante di drammaturgia e adattamento teatrale dei testi antichi a Yale è riuscita a far rivivere il mondo antico rendendolo attuale. Si perché i conflitti, le tensioni, l’ira e l’amore sono temi presenti nella vita di tutti, anche degli eroi come Achille e Patroclo. 

Nel suo libro è stata capace di raccontare Achille i suoi sentimenti e le emozioni e il suo rapporto con Patroclo con parole mai banali e scontate. 

Avevo letto molte opinioni contrastanti su questa storia: chi l’ha trovata poco convincente e chi invece l’ha apprezzata.

A me è piaciuta molto, sarà perché adoro i miti greci, sarà perché avevo bisogno di un libro che mi facesse viaggiare in una dimensione a cavallo tra la fantasia è la realtà … ma l’ho trovato fantastico.

La trama è quella che conosciamo tutti, la guerra di Troia, scaturita dal rapimento di Elena, moglie di Menelao Re di Sparta, per mano di Paride, figlio del Re Priamo, Re di Troia. Menelao e Agamennone per riscattare il torto subito radunano un esercito formato dai maggiori comandanti greci per conquistare Troia e riportare Elena a Sparta.

Il libro inizia descrivendo la vita di Patroclo, figlio di Re Menezio, come un bambino debole, goffo e lento. Quando Patroclo ha cinque anni, il padre ospita i giochi ed è qui che il ragazzo vede per la prima volta Achille “Capelli che splendono come miele al sole e tra le ciocche uno scintillio – la sottile fascia d’oro dei principi.” Achille figlio di Re Peleo e della ninfa Teti. E’ a dieci anni che la vita di Patroclo cambierà per sempre. Patroclo uccide accidentalmente un coetaneo e il padre per non perdere il regno manda in esilio il figlio a Ftia, alla corte di Re Peleo, “un uomo amato dagli dei” così viene descritto, il padre di Achille.

E qui che avviene l’incontro tra Patroclo e Achille. Quest’ultimo tra i vari ragazzi presenti a corte sceglierà proprio Patroclo come compagno. Il rapporto tra i due cresce sempre di più e i due trascorreranno anni ad esercitarsi dal maestro centauro Chirone, finendo per innamorarsi.

“Una volta Chirone ci aveva detto che le nazioni sono la più sciocca invenzione dei mortali.

«Non c’è uomo che valga più di un altro, e non importa da dove proviene».
«Ma se quell’uomo fosse mio amico?» aveva chiesto Achille,
i piedi appoggiati contro la parete della caverna.
«O mio fratello? Dovrei trattarlo come uno sconosciuto?»
«La tua è una domanda su cui s’interrogano i filosofi» aveva detto Chirone.
«Vale di più per te, forse. Ma lo sconosciuto è l’amico o il fratello di qualcun altro.
Quindi, quale vita è più importante?”

Quando il padre manda a chiamare Achille per comunicargli che deve partire alla volta di Troia e prendere il comando del suo esercito, Teti, per paura di perdere il figlio lo rapisce. Teti infatti, sa della profezia che riguarda il figlio “Morirà dopo aver ucciso Ettore”. Teti decide quindi di nascondere Achille a Sciro presso la corte di Re Licomede facendolo travestire da donna. E’ a Sciro che Achille conosce Deidamia, figlia del Re, dalla quale avrà un figlio, Pirro, che sarà cresciuto da Teti, e che ritroveremo alla fine del libro.

Patroclo riesce a ritrovare Achille, ma non è il solo. Anche Agamennone lo trova e lo convince a partire per Troia. Così Achille, alla guida dei Mirmidoni, parte per Troia. Inizia così la parte più triste e dolorosa del libro: la guerra. La guerra sarà lunga e sembra senza via d’uscita per Agamennone e il suo esercito.

“Era una strana guerra. Non occupavamo territori, non prendevamo prigionieri. Era soltanto una questione d’onore, uomo conto uomo.”

Gli anni passano e l’animo dell’esercito è sempre più teso e preoccupato. Patroclo inizialmente prende parte ai combattimenti, ma poi preferirà aiutare il medico dell’accampamento a curare i feriti, mettendo in pratica gli insegnamenti di Chirone.

L’animo buono di Patroclo convincerà Achille a prendere con sé alcune donne, sottratte ai troiani, per evitare che siano maltrattate dagli altri commilitoni, tra queste emerge la figura di Briseide che instaura un ottimo rapporto con Patroclo.

La guerra va avanti per otto anni, fino a che la situazione degenera quando Agamennone reclama per sé la giovane sacerdotessa troiana Criseide. Ma Crise, il padre della ragazza, dopo aver provato invano a riscattarla, punisce gli achei con la peste. Achille infuriato interroga l’indovino Calcante, che rivela che la pestilenza è una punizione per l’oltraggio a Crise. Sentendosi sotto attacco, Agamennone accetta di consegnare Criseide, ma pretende che Briseide venga data a lui per punire l’orgoglio di Achille che pur furioso accetta che i soldati di Agamennone portino via Briseide, e questo sconvolge Patroclo.

Achille per fare un torto ad Agamennone decide di smettere di combattere lasciando l’esercito greco al suo destino. Patroclo, dispiaciuto per la tragedia, decide di combattere al posto di Achille, indossando la sua armatura.  

La fine è quella che conosciamo dall’Iliade. Patroclo e Achille moriranno e i due saranno seppelliti insieme, dopo che Teti avrà capito l’amore che aveva legato i due per tutta la vita.

Curiosità: questo libro è stato pubblicato per la prima volta nel 2011. Ma solo nel 2021 è diventato un vero e proprio caso editoriale. Tanto da essersi posizionato terzo nella classifica dei libri più letti durante lo scorso anno in Italia. Il libro è stato un successo internazionale, ha vinto l’Orange Prize ed è stato tradotto in venticinque lingue.

E voi siete tra i tanti che lo hanno letto, come lo avete trovato?

Vi è piaciuto?

Fatemi sapere! Sono curiosa! 

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